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Questa e' LIFE, e' così che l'ho voluta chiamare!! La forza e la voglia di vivere, oggi dopo un mese di degenza sono andata da questa cagnetta, 18 mesi, sterilizzata e reimmessa sul territorio, così come si usa da noi, un territorio ostile (nelle zone popolari di Sant'Antimo in provincia di Napoli) 25 gg. fa arriva una denuncia alla ASL....mi contattano ma ero al canile!! 25gg. fa con una tanica di benzina diedero fuoco a LIFE....mi hanno detto: per puro divertimento! Ragazzate, nessuno ha visto chi fosse stato, cio' che c'e' in queste foto non ha bisogno di commenti!! Ci vorra' un bel po' per far sì che la pelle cominci a crescere, le orecchie si sono completamente "sciolte", l'andatura e' dolorante.....troviamole una persona che le fara' dimenticare le cattiverie subite, facciamo sì che Life abbia una VITA VERA
CREDETEMI NON HO PAROLE...SONO TRISTISSIMA E NON RIESCO A SCRIVERE NULL'ALTRO
PER INF. MENA 393 79 66788 memedog@libero.it
Importante
Abbiamo pensato, come Vivamafarka, di dare un aiuto concreto alla piccola Life e a chi si sta occupando di lei.
ecco qui la postepay:
4023 6004 6069 5127
intestata a Francesca Giovannini
grazie a tutti quelli che vorranno dare un aiuto, anche piccolo, per garantire le cure necessarie alla piccola Life.
Un ragazzo di dodici anni avrebbe violentato una bambina di otto anni in una cantina di una palazzina di Klagenfurt, in Austria, secondo una denuncia
presentata dalla madre della vittima confermata oggi dalla polizia.
Stando alla denuncia, lo stupro sarebbe avvenuto sabato scorso nella cantina di una palazzina del capoluogo della Carinzia. La bambina e un suo amico coetaneo stavano giocando nel cortile della casa, quando il dodicenne si e' avvicinato convincendo i due ad andare con lui in cantina, dove ha costretto la bimba a spogliarsi e a subire violenze davanti agli occhi del suo amico.
Dopo lo stupro la bambina e' riuscita a correre da sua madre e a raccontarle quanto avvenuto. La madre l'ha condotta subito in ospedale, dove i medici hanno sporto denuncia. Sia la bambina che la sua famiglia, sia l'amico sono sotto shock e vengono assistiti da psicologi.
Secondo i primi accertamenti, il dodicenne che conosceva la vittima, in quanto in passato vivevano nella stessa casa, e' gia' noto alle autorita' per altri reati, ma non puo' essere portato in tribunale non avendo ancora raggiunto la maggiore eta'.

BRESCIA - Quattro dei presunti responsabili di alcune rapine in villa messe a segno circa un anno fa nelle province di Brescia e di Bergamo sono stati scarcerati per decorrenza dei termini. Le rapine erano avvenute tra il 25 e il 30 aprile del 2007 a Coccaglio (Brescia), Lonato (Brescia), Credaro (Bergamo), e Cologno al Serio (Bergamo). Ad arrestare i presunti responsabili erano stati i Carabinieri della compagnia di Chiari dopo una rapina in villa a Lonato, nella notte tra il 30 aprile e l'1 maggio. In carcere finirono prima due kosovari e un romeno e poi altri due kosovari. Dei cinque arrestati uno ha patteggiato, e gli altri quattro nei giorni scorsi sono usciti per decorrenza dei termini. La Procura di Brescia, a quanto si è appreso, non avrebbe chiesto, fino a questo momento, né il rinvio a giudizio né la proroga delle indagini per i quattro scarcerati
"E' una cosa un schifosa, ci sentiamo presi in giro". Così Fausto Brunelli, una delle vittime delle rapine in villa avvenute circa un anno fa nel Bresciano, ha commentato la scarcerazione, per decorrenza dei termini, di quattro dei presunti responsabili. "Mia moglie - ha aggiunto - rimase per 40 minuti in un prato a cento metri da casa nostra con i rapinatori che la tenevano in ostaggio minacciandola con un coltello alla gola. Nel frattempo io, sotto la minaccia di una pistola, in casa ho dovuto consegnare a loro denaro e gioielli. Viene da augurare a un magistrato che sua moglie provi quello che è successo alla mia per capire in che stato d'animo ci troviamo in questo momento". "Mia moglie - ha concluso - dopo quella vicenda, ebbe prima un infarto e poi una ricaduta. Ora che sono usciti dal carcere viviamo nel terrore"
Roma, 5 mag. (Adnkronos Salute) - 'Stasera no tesoro, ho mal di testa'. La storica scusa per rimandare il sesso cambia colore, e da rosa diventa sempre più azzurra. Sono sempre di più, infatti, gli uomini che 'scappano' dagli appuntamenti amorosi con le loro partner, adducendo scuse che la tradizione riporta come tipicamente femminili.
Secondo alcuni psicoterapeuti britannici, le ragioni di questo comportamento sono da ricercare
"nella crescente depressione maschile, e nei ritmi di vita troppo frenetici che annientano la libido".
Un dato incontrovertibile, certificato dai consulenti di coppia d'Oltremanica che avvertono: "Oramai assistiamo a un aumento del 40% degli uomini che, pur non avendo alcun problema fisiologico, smettono di fare sesso. Ed è un fenomeno sconosciuto fino a 10 anni fa".
E, incalzano gli esperti, non si tratta di perdita di interesse per la propria moglie o compagna, ma di caduta del desiderio di fare sesso tout-court. Molti uomini infatti riferiscono di amare ancora la propria partner, e anche di voler passare con lei il resto della vita. Ma, dicono "non vogliono più fare sesso con lei. Non si tratta di volere altre donne, ma di non desiderare più il sesso".
Secondo Michael King, psicoterapeuta del Royal Free and University College Medical School di Londra, "è tutta una questione di depressione. E gli uomini britannici oggi sono tra i più depressi d'Europa. Oltre al fatto che l'indole maschile più difficilmente porta a confessare i propri problemi, o esprimere le emozioni".
Accanto alla depressione, Cary Cooper, presidente della British Association of Counselling and Psychotherapy, punta il dito "sulla vita iperstressata che si conduce oggi. Che porta a lavorare molto più delle classiche 8 ore. E - conclude - se si accumula lo stress difficilmente si riesce a rilassarsi".
dal Corriere della sera di martedì 6 maggio: “Non è un episodio di estremismo politico, nè di estremismo in genere, ma di insania”. Questo pensa Franco Freda, padovano, fondatore della casa editrice militante nella destra radicale Ar .
“I teppisti di Verona li ha generati questa società”.
La terapia? “I lavori coatti-risponde Freda-. Pare che il veneto manchi di autostrade”.
Ancora: “La pazzia non è di destra nè di sinistra: non la si può ideologizzare. Così come la schiuma umana è schiuma e basta”. “Teppisti conformi”, dunque, “anche sotto il profilo più escrementizio: più che dell’efferatezza nazifascista sono scarti della vuotezza patologica della scoietà odierna”.
Roma, 5 mag. (Apcom) - Alessandro Cecchi Paone ha fatto coming out a 43 anni. "Penso di averlo
fatto al momento giusto. Ero pronto, avevo le risorse per affrontare le conseguenze. Dopo, credo di essere diventato più simpatico, meno teso, leggero. Oggi ho più amici, - spiega il conduttore sulle pagine del settimanale 'Tu' in edicola mercoledì - la gente si fida, molti eterosessuali mi hanno avvicinato per dirmi che ero stato coraggioso". "Cerco l'amore con convinzione, ma dedico troppo poco tempo alla vita privata. Potrei innamorarmi di una donna, perché no? Ma in questo momento - prosegue il presentatore che dal 7 maggio condurrà, insieme a Matilde Brandi, la nuova edizione di 'Scommettiamo che' - sento l'esigenza di un uomo accanto a me". Sogna "una storia seria e lunga, ma al sempre non credo" e considera gli anni più belli della sua vita "quelli con mia moglie Cristina. Ne ho un ricordo dolcissimo".
BAH!!!
"Ognuno ha il suo Sud. Da quando nel 2003 si sono aperte le frontiere, noi del Canton Ticino siamo stati sommersi dai frontalieri. Il problema sono i romeni, ma pure i comaschi che vengono qui a lavorare, non li controlla nessuno, si fanno pagare meno del dovuto, portano via lavoro ai ticinesi e riportano in Italia valuta".
Giuliano Bignasca, Leader della lega dei ticinesi

Il parroco vieta 'Bella ciao' ai funerali di un partigiano ottantenne e la famiglia opta allora per il solo rito civile. E' accaduto a Castelnuovo del Friuli (Pordenone), roccaforte partigiana della destra
Tagliamento. Protagonisti della vicenda - raccontata dal Gazzettino - la famiglia di Egidio Cozzi, di 80 anni, ex partigiano, e don Renato D'Aronco, parroco di Castelnuovo, che non ha voluto la banda in chiesa.
Era stato l'anziano partigiano ad esprimere il desiderio che al suo funerale fossero eseguite le canzoni partigiane. Ma il parroco si è opposto e quindi la famiglia ha deciso di far svolgere solamente il rito civile nel quale la banda ha potuto eseguire tutte le canzoni patriottiche care all'anziano partigiano.
"E' stata una cosa poco sensibile e rispettosa del defunto, dei suoi familiari e dei tanti amici che si erano radunati per l'ultimo saluto": lo ha detto il segretario dell'Anpi di Spilimbergo (Pordenone), Gianni Afro, in riferimento alla decisione del parroco di Castelnovo del Friuli (Pordenone) di vietare Bella ciao in chiesa per i funerali dell'ex partigiano Egidio Cozzi. "Sia i congiunti, sia i soci e i simpatizzanti dell'Anpi - ha precisato Afro - avevano capito perfettamente il disagio del parroco nel fare eseguire simili brani in chiesa e, quindi, avevano accettato di buon grado di non far suonare la banda nel luogo di culto. Quando, però, il prete si è rifiutato di concedere il nulla osta perfino per l'esibizione sul sagrato, su quello che è ormai suolo pubblico, è sembrato a tutti un affronto, e si è optato per rinunciare alla cerimonia religiosa per dare corso unicamente a quella civile". "Peccato - ha aggiunto il segretario cittadino dell'Anpi - perché quello di avere una banda ai propri funerali era sempre stato il pallino dello scomparso, il quale aveva espressamente chiesto di far celebrare le esequie in chiesa. Non è stato possibile esaudire entrambi i suoi desideri - ha concluso Afro - sarebbe bastata un po' più di elasticità da parte della Chiesa".
ANSA





